Ecco un altro alimento che entra nelle nostre case con la presunzione di dare più sale alla nostra vita. E ci riesce!

I primi dadi furono studiati nel 1850 da ricercatori della forza di Liebig e Maggi e approdarono in Italia negli anni 20. Fu subito un successo!
Un prodotto che si conservava a lungo, pronto all’uso, poco ingombrante e soprattutto che “risolveva” in cucina.
Indubbiamente i primi dadi sono nati con tutte le buone intenzioni di facilitare il mestiere alle cuoche ma col tempo … beh, le cose sono cambiate purtroppo.
Come sempre il tornaconto economico ha il sopravvento sulla salubrità e quando l’industria alimentare si è resa conto che per fare 1 Kg. di estratto servivano 30 Kg. di carne ha cercato soluzioni alternative che potessero ingannare il palato a fronte di costi nettamente inferiori.
È bastato aumentare la dose di sale (fino al 60%), introdurre il glutammato monosodico (che di per sè non sarebbe dannosissimo se non fosse che un dado da solo contiene più della dose giornaliera consigliata), l’estratto per il brodo che è ricavato per elettrolisi da proteine animali o vegetali, un po’ di grassi vegetali di bassa qualità spesso idrogenati (non certo l’olio extravergine di oliva) e naturalmente zuccheri e coloranti, e il dado è tratto!

Una bomba chimica insidiosa che dà assuefazione.

I dadi provocano sugli umani lo stesso effetto degli “appetizzanti” sugli animali. Stimolano il palato a desiderare quel sapore nei cibi e credetemi, questo mi fa sentire tanto una cavia!

La soluzione? Un bel dado vegetale homemade.
Per anni ho pensato che fosse troppo difficile da fare. Avevo cercato info in merito e le poche fonti trovate parlavano di procedimenti così lunghi ed elaborati che avevo desistito. Poi la diffusione di Internet ha reso tutto più facile ed è comparsa una ricetta che, praticamente identica ovunque, ricorre in moltissimi siti di cucina. Io mi sono ispirata a quella di Alimentipedia e poi, ci ho lavorato un po’ su …

Ingredienti
2-3 carote
2 zucchine
3-4 coste di sedano
2-3 cipollotti freschi
2 spicchi d’aglio
4-5 pomodorini Piccadilly (le qualità cambiano con le stagioni)
10-15 foglie di salvia (a seconda delle dimensioni)
2 rametti di rosmarino
timo a piacere
6-7 foglie di basilico (da aggiungere a crudo)
una manciata di prezzemolo
erba cipollina a piacere
2 cucchiai di olio evo
150-200 gr. sale grosso iodato (in base alla quantità di verdure)

Procedimento
sminuzzate tutte le verdure e gli aromi, copritele con il sale grosso e mettetele a cottura incoperchiate e a fuoco lento – senza aggiungere acqua – dopo un po’ vedrete il pentolino riempirsi di acqua!
Lasciate sobbollire per una mezzoretta (in un’ora e mezza brucia, fidatevi), fino a quando le verdure sono tenere, l’acqua si è consumata e il sale inizia a cristallizzare sulle pareti del recipiente. Spegnete e riducete in crema con il mini pimer (o passate con il passaverdure). Se è il caso riaccendete il gas e fate asciugare ancora un po’. Riempite dei vasetti piccoli (io uso quelli degli omogeinizzati per bambini) con il composto bollente e chiudete. Se le capsule sono in buono stato, dopo qualche ora le sentirete schioccare, ciò vuol dire che si sono chiuse ermeticamente e potete riporre i vostri barattoli nella dispensa, altrimenti è meglio che li conserviate in frigo.
Un cucchiaino colmo basta a insaporire mezzo litro di acqua. Provatelo!

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